martedì 2 novembre 2010

Il volo degli uccelli


La fisica del volo degli uccelli
 

Struttura dell' ala di un uccello.
 E' costituita da:

- Sostegno scheletrico
    - Scheletro dell' arto anteriore
      - Membrane alari
         - Penne (remiganti e copritrici), che si inseriscono su varie parti e disposte in maniera da conferire la massima efficienza al funzionamento dell' ala.

          Funzionamento dell' ala.

          L' ala è azionata da muscoli pettorali che si inseriscono sullo sterno e direttamente sulle ossa dell' arto.

          La struttura alare varia da uccello a uccello e rispecchia gli adattamenti ad ambienti diversi.






          Modalità di volo:

          • Battuto o remigato à è tipico nei picchi e nei fringuelli; rapidi colpi d' ala si susseguono a fasi di volo in cui l' uccello prosegue con le ali strette al corpo grazie alla forza di accelerazione acquisita. In tale fase la sua velocità è maggiore di quella che avrebbe se procedesse con le ali distese, inoltre si realizza con uno sforzo minore. La traiettoria di questo volo è ondulata.
          • Librato o planato à si verifica quando le ali e la coda restano distese e l' uccello utilizza al massimo le superfici portanti dell' ala, ottenendo un notevole risparmio di energia, ma anche una bassa velocità. Assai varia è tra gli uccelli l' abilità nel volo planato
          • Volo ronzante à  permette ad alcuni piccoli uccelli come i colibrì e le nettarine, mantenersi pressoché immobili in un punto. Questo si ottiene per mezzo di rapidissimi colpi d' ala che si susseguono con una frequenza straordinaria. Grazie a questa tecnica di volo il colibrì e le nettarine sono gli unici uccelli che possono volare verticalmente e all' indietro. Vari rapaci diurni come i falchi quando spingono dall' alto la preda danno l' impressione di mantenersi sempre nello stesso punto. Ciò avviene mediante colpi d' ala piatti  e ripetuti  che imprimono al corpo  una spinta che uguaglia quella del vento . Le ali sono portate in avanti , il corpo pende all' ingiù  e la coda è allargata.
          • Volo verticale à si ha  quando l' energia dei colpi d' ala aumenta.
          • Volo veleggiato à avviene utilizzando in grande misura la forza del vento: l' uccello sfrutta le correnti d' aria ascendenti che si formano ogni qual volta il vento viene ad urtare un ostacolo, oppure per effetto del riscaldamento  della terra . Oltre a sfruttare abbondantemente le correnti d' aria  i grandi uccelli per economizzare la fatica si avvalgono di speciali formazioni di volo formando catene oblique o cunei in cui muovono sincronicamente le ali.

          I  principi aerodinamici

          L'ala di un uccello è costituita secondo precisi principi aerodinamici:
           

           - Affusolata per fendere l’ aria
          - Curva per creare le condizioni affinché si possa manifestare la forza che sostiene in aria l’ uccello


          Se pensiamo all' ala di un uccello che si muove nell' aria, si può assimilare ad un solido con base piatta e il dorso curvo che subisce da parte dell' aria differenti pressioni che generano la forza che potrà sfruttare per il sostentamento. Tale forza è formata da portanza e resistenza. La portanza è perpendicolare alla direzione del moto, la resistenza è l'effetto prodotto dall' attrito che si manifesta su un corpo  che si muove in un fluido, l' aria nel caso del volo.



          Le correnti ascendenti

          I grandi uccelli,dovendo sollevare un grande peso, per facilitare il lavoro del volo, utilizzano in grande  misura la forza del vento. Per  esempio nel volo veleggiato, l' uccello sfrutta le correnti d' aria ascendenti che si formano ogni volta che il vento viene ad urtare un ostacolo, oppure per effetto del riscaldamento della terra(correnti termiche dovute ai moti convettivi dell' atmosfera).

          • Il vento orizzontale, che si ritiene composto di correnti d' aria di diversa velocità,  ai cui limiti si formano vortici con asse orizzontale, può essere sfruttato in questo modo: quando esso spira nella direzione di volo, l' uccello compie ampie spirali ascendenti sebbene con velocità ridotta; quando spira invece in direzione contraria al volo, la velocità dell' uccello aumenta, ma esso perde in altezza. Nel primo caso le ali larghe, con remiganti primarie spingenti, sono portate in avanti, nel secondo caso sono retratte e piegate sulle articolazioni.
          •  Nell' uccello veleggiante, il centro di gravità, è situato circa nella posizione del cuore, perpendicolarmente e sopra il quale si trova il centro di pressione cioè il punto in cui si ritengono applicate le forze del vento. Per dirigere il volo in altezza, senza perdere energia, l' uccello deve spostare il centro di pressione portando le ali in avanti mentre per dirigersi verso il basso compie il movimento opposto.
          Per rallentare il volo l' uccello deve spostare il proprio centro di gravità;
          per fare ciò allunga e ritrae il collo, oppure solleva e abbassa la coda.



          domenica 31 ottobre 2010

          Uscite a vela - LNI Pa Sez. Centro


          Grande disponibilità ed entusiasmo dei nostri  armatori, dei volontari e soprattutto dei  nuovi soci, nelle uscite sociali per i nuovi soci, sia del sabato mattina alle 11,00 che in quelle previste il mercoledì e il venerdì alle 14,00. 

          E sempre sabato, ma alle 14,00, una bella giornata nell’ambito degli incontri di 'Avvicinamento alla regata' con a bordo le nostre Giulie (Arezzo e Barbagallo) e ben 15 entusiasti allievi. Ospite gradita sul gommone  Simona Pasqua. Ecco alcune foto delle uscite  nell'ambito dell'iniziativa di 'Avvicinamento alla regata':



          martedì 26 ottobre 2010

          Francesco Bruni: Campione Italiano Match Race 2010

          E’ Francesco Bruni il nuovo Campione Italiano di Match Race 2010. Il velista palermitano, nostro socio LNI-Pa, coadiuvato da Matteo Auguadro, Mario Noto e Pierluigi De Felice, ha vinto imbattuto nei tre giorni di regate a Trapani; in finale Simone Ferrarese ha tentato inutilmente di insidiare il primato di Bruni.




          Questa la classifica definitiva alla fine dei tre giorni di regate:
          1. Francesco Bruni
          2. Simone Ferrarese
          3. Jacopo Pasini
          4. Galati
          5. Roberto Ferrarese

          lunedì 25 ottobre 2010

          French kitesurfer Alexandre Caizergues breaks 100 km/h

          54,10 knots : the new absolute speed sailing record in Namibia

          On Tuesday, the french kitesurfer Alexandre Caizergues has beaten the absolute speed sailing record with 54,10 knots (100,19 km/h) over the 500 metters of the Luderitz channel in Namibia. By the way he improves l’Hydroptère previous record of 51,36 knots.

          sabato 23 ottobre 2010

          Partita la Middle Sea Race

          Partita oggi la Meddle Sea Race: giro della Sicilia in senso antiorario passando per le isole esterne. I nostri soci, Carlo Bellanca ed Edoardo Zanforlin, partecipano alla regata. Giacomo Cascio, altro nostro socio, partecipa a bordo di Steinlager II.
          La 31a edizione della manifestazione è partita oggi da Malta. Una flotta imponente di 76 yachts hanno preso il via oggi dalla linea di partenza.

          Segui la regata in diretta sul tracker


          venerdì 8 ottobre 2010

          Inizio 30 corso Iniziazione alla vela

          Riprendono le serate in Lega Navale con il 30° corso di iniziazione alla vela.
          Leggi il programma delle attività.


          Appuntamento a tutti
          mercoledì 13 ottobre
          ore 21,00
          nella nostra sede di Via Marinai Alliata 4/c
          Palermo.

          lunedì 23 agosto 2010

          Enoch - OTTIMO Quinto posto !!!

          I sorrisi della Lega Navale Italiana a Montecarlo

          Posizione:
          5

          Numero velico:
          ITA16025

          Barca:
          ENOCH - L.N.I. PALERMO

          Skipper:
          D'AMICO MAURIZIO



          GPH: 596,90

          Data di arrivo: 22/08/10

          Ora di arrivo: 18.12.02

          Tempo reale di navigazione: 4 giorni, ore 6 min 02 sec 02

          Tempo compensato di navigazione: 29 ore 34 minuti 37 secondi



          martedì 3 agosto 2010

          Comunicato Stampa


          PRESENTATA LA SFIDA LEGA NAVALE PER LA 
          PALERMO-MONTECARLO 
          ABILI E DIVERSABILI NELLA TRADIZIONALE REGATA D'ALTURA DI AGOSTO

          Stare bene insieme, divertirsi, ma anche cercare di vincere. E’ questo lo spirito che anima la  sezione Palermo Centro della Lega Navale Italiana che parteciperà quest’anno alla Regata Internazionale Palermo-Montecarlo (18-23 agosto) con un equipaggio non professionista che comprenderà  alcuni soci diversabili ed i loro istruttori. L’iniziativa è stata presentata questa mattina da Carlo Bruno presidente della Sezione Palermo Centro della LNI che ha sottolineato come si tratterà di un’importante esperienza di integrazione nell’equipaggio di una stessa barca di diversabili. L’equipaggio definitivo sarà presentato, insieme all’imbarcazione, alcuni giorni prima della partenza. Skipper sarà Maurizio D’Amico che nella scorsa edizione della Palermo-Montecarlo è arrivato secondo. “Nelle uscite in mare che abbiamo effettuato nei giorni scorsi – ha sottolineato D’Amico – io non ho visto disabili ma persone che fanno diversamente le stesse manovre”.
          E’ intervenuta Roberta Cascio, presidente del Comitato Italiano Paraolimpico di Palermo, che nel ringraziare per l’iniziativa ha ricordato però come in Sicilia si fa ancora troppo poco per i diversabili. Presenti anche Giuseppe Scaccia  e Peppino Re dell’Unione Italiana Ciechi di Palermo che hanno ricordato come la scuola di vela della Lega Navale per gli ipovedenti è un sogno realizzato così come lo è adesso la regata. Il dott. Salvatore Cottone, responsabile dell’unità operativa di neuroimmunologia degli ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, che segue alcuni malati di sclerosi multipla, ha spiegato che la regata è solo un tassello del progetto più ambizioso di creazione di una scuola di velaterapia a Palermo. L’impegno della Lega Navale è, infatti, quello di cercare di fare realizzare un polo nautico per tutte le disabilità nel porticciolo della Cala in corso di ristrutturazione. “Saremo competitivi” ha concluso Beppe Tisci, team manager della Lega navale per la regata. Sull’imbarcazione sarà installata una webcam mobile wireless, che trasmetterà immagini per tutta la durata della regata visionabili su: www.lnipamontecarlo.blogspot.com.

          Per ulteriori informazioni: Alma Torretta tel. 338.3928914




           



                 









          venerdì 30 luglio 2010

          Diretta Regata Palermo Montecarlo

          In diretta dal sito (prove di trasmissione)  oppure dal blog 'LniPaMontecarlo' le immagini dalla barca Enoch con equipaggio Lega Navale Sezione Palermo Centro che parteciperà alla regata Palermo Montecarlo, in partenza il 18 agosto.

          Visita il blog dell'evento

          martedì 12 gennaio 2010

          Agostino Straulino











          L’uscita a vela della Amerigo Vespucci dal porto di Taranto.

          Un’impresa che Tino Straulino liquiderà con poche parole: “Condizioni favorevoli, ottimo equipaggio”

          001 - Straordinario Straulino 2L'impresa forse più celebre compiuta da Straulino sul Vespucci è l'uscita dal porto di Taranto a vela. Lui per la verità l'ha sempre considerata una faccenda normale, una cosa che potevano fare tutti: "Condizioni favorevoli, ottimo equipaggio", si è sempre limitato a dire di quell'impresa. "In realtà fu anche un piccolo colpo di fortuna", dice l'ammiraglio Garampi. "Straulino ci pensava da giorni, a tentare un'uscita a vela. Ma si rendeva conto che aveva bisogno soprattutto del vento giusto. E la mattina della partenza, quel vento era arrivato: una tramontana secca, vento rarissimo da quelle parti, che ci consentì di issare le vele e di uscire dal Mar Piccolo in modo abbastanza facile".
          Quella mattina a bordo c'è anche Giancarlo Basile, all'epoca tenente di vascello. Era andato a rendere omaggio al Comandante e lui lo aveva invitato sul Vespucci per farsi un'uscita. Basile oggi la racconta così, quella straordinaria giornata. "Alle otto in punto salivo sul barcarizzo del Vespucci, ormeggiato alla banchina torpediniere in Mar Piccolo. C'era già un gran trambusto a bordo per i preparativi: in particolare il nostromo era indaffaratissimo con un'ancora di speranza rizzata da sempre al coronamento, che il Comandante aveva voluto pronta a essere data fondo, con un grosso cavo torticcio ben abbisciato sul cassero, ciò che mi meravigliò non poco. Soffiava una forte e gelida tramontana che credo sfiorasse i trenta nodi. Mentre pensavo a cosa mai il Comandante volesse fare con quell'ancora, di colpo mi si accese una lampadina: ma certo, con quel vento che spirava dritto in poppa in uscita dal Mar Piccolo, Agostino Straulino non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di attraversare il canale navigabile a vele spiegate. E un'ancora data fondo di poppa poteva servire nel caso qualcosa non fosse andata come previsto. Me lo confermò subito dopo lui stesso, quando lo incontrai in Sala Consiglio, dove era apparecchiato per la prima colazione, alla quale mi invitò a fargli compagnia. Aveva un suo piano studiato nei minimi particolari, che volle confidarmi, cosa di cui mi sentii molto onorato: era la conferma che gli stavo ‘simpatico', per usare il suo aggettivo preferito".
          Con le vele del trinchetto imbrogliate ci si avvicinava a quattro nodi, in dieci minuti saremmo stati lì... E se fosse rimasto chiuso? Ce l'avrebbe fatta l'ancora di speranza preparata a poppa a fermare le quattromila tonnellate del Vespucci?
          Durante la colazione il Comandante comunica a Basile che toccherà proprio a lui l'incarico di ufficiale di guardia nella prima parte della navigazione. "Presi a ripassare mentalmente gli ordini che bisogna saper dare per governare un veliero stracarico di manovre correnti, cercando di ricordare ciò che avevo appreso da allievo e da aspirante guardiamarina nel corso di tre campagne addestrative su quella nave, una decina d'anni prima". Con molto anticipo sull'orario di apertura del ponte girevole, viene battuto il posto di manovra. "Furono mollati i cavi d'ormeggio di poppa e si iniziò a virare l'argano per salpare l'ancora, che tuttavia risultò incattivata. Il Comandante aveva evidentemente previsto anche questa evenienza, ecco perché aveva cominciato le operazioni con tanto anticipo. Dovettero intervenire i palombari per mettere in chiaro l'ancora, ci volle un'ora buona. Mancava ancora più di mezz'ora all'apertura del ponte quando, finalmente liberi, ci portammo a motore più sopravento possibile, a qualche decina di metri dalle colture dei mitili di cui il Mar Piccolo abbonda. Venne battuto il posto di manovra alla vela. In men che non si dica i gabbieri salirono a riva su per le griselle del trinchetto e mollarono i gerli di tutte le vele, dal controvelaccino al trevo. La nave era così pronta a essere invelata all'ordine e si presentava perfettamente allineata col canale navigabile".
          Ma il ponte è ancora chiuso. "Con le vele del trinchetto imbrogliate ci si avvicinava a quattro nodi, in dieci minuti saremmo stati lì... E se fosse rimasto chiuso? Ce l'avrebbe fatta l'ancora di speranza preparata a poppa a fermare le quattromila tonnellate del Vespucci? Ma ecco che il ponte cominciò ad aprirsi. In quel preciso momento il Comandante ordinò di mollare gli imbrogli e cazzare le scotte delle vele del trinchetto, che furono bordate tutte insieme in non più di quindici secondi, con i pennoni in croce. Contemporaneamente vennero alzate quattro bandiere del codice internazionale dei segnali che vogliono dire "Ho le macchine in avaria". E sì, perché il transito a vela per il canale navigabile è vietato anche a un dinghy, figuriamoci al Vespucci. Con la tramontana che soffiava forte non ci volle molto perché la nave si abbrivasse fino a otto nodi. Con nostra meraviglia, appena il ponte fu aperto completamente, dal castello arrivò a lampi di luce il messaggio "Accelerate la vostra manovra"! Può darsi che fosse uno scherzo, ma Straulino andò su tutte le furie... Non passarono più di cinque minuti ed eravamo nel canale navigabile, con i pennoni più bassi che sovrastavano le due strade gremite di gente festante, tutte le vele del trinchetto piene da scoppiare, i baffi sotto i masconi: doveva essere uno spettacolo fantastico il Vespucci visto da terra".
          Al balcone dell'Ammiragliato, sulla sinistra verso la fine del transito attraverso il canale navigabile, l'ammiraglio saluta entusiasta. "Rispondemmo al saluto ed eravamo già in Mar Grande, mentre il ponte si richiudeva dietro di noi. Continuammo così, in fil di ruota sotto il solo trinchetto completamente invelato fino alle ostruzioni del Mar Grande, superate le quali il Comandante mi affidò la nave, come mi aveva preannunciato. Venni all'orza, accostando a sinistra, in rotta per costeggiare il Salento fino a Santa Maria di Leuca, facendo al contempo bracciare i pennoni e bordando prima le gabbie e il trevo di maestra, poi anche il velaccio, ma tenni il controvelaccio e le vele della mezzana serrate, ricordando la forte tendenza orziera del Vespucci a quell'andatura. Avevo fatto alzare la trinchetta, il fiocco, il gran fiocco e il controfiocco e la nave governava con la barra al centro. La fiamma in testa d'albero di maestra indicava il vento esattamente al traverso, il Vespucci era ben inclinato, con gli oblò più bassi di sottovento chiusi perché andavano sott'acqua. La velocità era salita a 9,5 nodi. Mi dispiacque quando venne a rilevarmi il tenente di vascello preposto ai marinai, sarei rimasto a godermi lo spettacolo sul banco di quarto di sopravento per tutta la notte... Cenai col Comandante che si congratulò con me per come avevo svolto il servizio di ufficiale di guardia, cosa che naturalmente mi fece molto piacere: Straulino non era tipo da congratularsi tanto facilmente".


          dal libro  "Il padrone del vento" di Giuliano Gallo, edizione Nutrimenti.