domenica 6 febbraio 2011

Newsletter LNI Pa - Numero 15



sabato 22 gennaio 2011

Vela e incidenti, Miceli e Picciolini sbarcano alle Azzorre

Vela e incidenti, Miceli e Picciolini sbarcano alle Azzorre

Posted By Zerogradinord On 21 gennaio 2011 @ 23:11

Vela e indicenti – Flores – Alle 15.00 GMT di domani sabato 22 gennaio 2011 la motonave Delia che ha recuperato in Atlantico Matteo Miceli e Tullio Picciolini farà sbarcare i due velisti italiani sull’isola di Flores, nell’arcipelago delle Azzorre. La nave non potrà fermarsi in porto per una questioni di tempi e di costi. Un attracco non solo farebbe perdere alla Delia molte ore rispetto alla sua tabella di marcia, ma porterebbe anche l’armatore a sostenere i costi dell’approdo.

Tullio e Matteo verranno presi a bordo di una lancia al largo dell’isola e trasportati a Flores dove verranno sottoposti ad una prima visita medica. Matteo, nei tentativi di tagliare le vele per raddrizzare Biondina Nera, ha riportato un taglio alla mano e potrebbe anche avere una infrazione ossea. Ovviamente Matteo nega e sostiene di stare benissimo, ma questo lo diranno i medici.

Il giorno successivo, domenica 23 gennaio, è previsto il trasferimento ad Horta e la partenza per Lisbona, da dove Matteo Miceli e Tullio Picciolini rientreranno a Roma in serata.

Matteo, conosciuta la buona notizia, ha scritto una lettera ai genitori della quale omettiamo le parti private, ma che descrive l’accaduto come mai prima d’ora: “Peccato, eravamo in vantaggio sul record e stavamo navigando veramente conservativi con le vele molto ridotte con l’onda che si era calmata e una luna che illuminava la nostra strada. La scuffia l’abbiamo messa in conto già dalla prima giornata. Infatti al secondo giorno una grossa onda ci ha fatto ingavonare e scuffiare in avanti e in quell’occasione, in venti minuti neanche, l’abbiamo subito raddrizzata”.

“Purtroppo la notte del 17 non è stato così: con la violenza della scuffia l’albero si è spaccato a metà. Informati subito gli uomini sicurezza di rimanere in stand by, iniziava un nostro grande lavoro per mettere tutti gli apparati in sicurezza e cercare di rimetterla in piedi. E’ stato impegnativo con la barca sotto sopra tagliare tutte le cime le vele e liberare il troncone di albero che pensavamo di utilizzare per il raddrizzamento. Lgicamente per fare tutto questo abbiamo aspettato il mattino per non rischiare di rimanere impigliati. In quel frangente ho pure dormito abbracciato alla deriva! Con grande amarezza non ce l’abbiamo fatta. Bastava raddrizzarla e con un armo di fortuna arrivare, anche senza un record e soprattutto senza disturbare nessuno. Peccato, abbiamo fatto veramente di tutto, siamo riusciti a legare questo tronco d’albero in obliquo sullo scafo sotto vento e con il nostro peso in cima non ci siamo riusciti a metterla dritta. Le terrazze inverse ci hanno impedito il raddrizzamento e da li abbiamo pensato al soccorso che, per come navigo, è veramente l’ultima ipotesi. Tra l’altro eravamo anche sicuri che con il nostro recupero avremmo dovuto abbandonare quel catamarano che, in tutti questi anni, mi ha riempito la vita d’impegno, sacrificio, ma anche di tante soddisfazioni e vostre pene”.

“Il recupero della nave è stato veramente difficile. Una nave di duecento metri non si ferma e non manovra facilmente, figuratevi quando ci sono trenta nodi e cinque metri d’onda. Però il Comandante e il suo equipaggio, che sono addestrati a questo, hanno fatto un ottimo lavoro. Hanno fatto un primo giro intorno a noi. Il secondo giro, sempre con noi in contatto radio, sono stati un po’ veloci e abbiamo scarrocciato troppo lungo la murata: che elica grande che ha! Ma al terzo giro si sono riusciti a fermarsi con la loro prua vicino a noi e li è toccato a noi nuotare e arrampicarci su queste scalette di corda. Lì un po’ di panico, ti senti veramente piccolo davanti a un palazzo di venti metri che non riesci ad acchiappare, che fa su e giù e rolla come un’altalena con l’onda frangente. In piu avevo un bel fagotto che mi trascinavo di tutta l’elettronica (tra l’altro in parte anche prestata)”.

“Erano diversi giorni che stavamo cercando di scendere prima del loro sbarco in Islanda previsto a fine mese e solo questa mattina la buona notizia: il Comandante devia la barca per Flores dove arriveremo sabato pomeriggio grazie al permesso dell’armatore che deve prendersi altri costi di carburante e tempi di ritardo per allungare la strada e scaricarci prima.
Che strana storia! L’idea del catamarano nasce e sbarca qui alle Azzorre con Andrea Gancia dopo un trasferimento dalle Bermuda di un 70 piedi e finisce qui con questo sbarco”.

“Ora vado, il lavoro mi chiama. Mi hanno messo a ramazzare il ponte e a Tullio a lavare le gamelle! Scherzi a parte qui ci trattato da signori e ogni sera il Comandante, che vieta alcool a bordo, ci invita a fare un brindisi per averci salvato la vita. Figuratevi io che sono quasi astemio!”.

“Non preoccupatevi, la prossima barca è studiata per raddrizzarsi anche capovolta a 180 gradi: è una delle prove obbligatorie per fare il giro del mondo”.


Article printed from Zerogradinord.it: http://www.zerogradinord.net

sabato 1 gennaio 2011

Rolex Sydney Hobart, tempesta nello Stretto



Articolo By Zerogradinord On 27 dicembre 2010 @ 23:46
  
Rolex Sydney Hobart – Hobart – Come da previsioni, oggi la flotta della Rolex Sydney Hobart Yacht Race è stata travolta da forti venti di 40-50 nodi da ovest-sudovest e mare in tempesta. Nove yacht si sono ritirati con ingenti danni ma tutti gli equipaggi sono incolumi. Alle 15.42 locali, il 27 metri Yuuzoo di Ludde Ingvall si è ritirato con danni strutturali e al rigging. Non ci sono stati forniti dettagli precisi, ma alle ore 18.00 lo yacht aveva trovato riparto a Port Eden.
Il ritiro del maxi ha dato il via a una lunga serie di defezioni: il Sydney 38 Swish, il Reichel-Pugh di 46 piedi Shamrock, il Volvo 60 Southern Excellence e il Nelson Marek 52 Wot Eva hanno abbandonato la regata a causa di danni vari causati dal vento e dalle enormi onde.
Dodo di Nick Athineos si è diretto a Eden per sbarcare un membro dell’equipaggio che si era fratturato un braccio, ma non si è ritirato dalla regata. A bordo hanno registrato raffiche di 45-50 nodi.
Il 44 piedi Bacardi di Martin Power ha rotto l’albero 35 miglia a est di Batemans Bay, circa a metà strada della costa australiana del New South Wales. “Mentre vi sto parlando, stiamo organizzando le operazioni di soccorso qualora siano necessarie” ha commentato il Commodoro del Cruising Yacht Club of Australia Gary Linacre, appena arrivato a Hobart.
Alle 18.20, il 14 metri Exile di Rob Reynolds ha riportato danni alla timoneria e si è ritirato. Poco dopo, il celebre supermaxi australiano Brindabella di Jim Cooney ha abbandonato la regata dopo aver subito ingenti danni alla randa. Alle 19.05 il Beneteau 57 Alchemy III di Jarod Ritchie si è ritirato per rotture al boma e si è diretto a Sydney.
In un’intervista telefonica delle 18.30 con l’equipaggio di Wild Oats XI, il favorito della regata e attuale leader in tempo reale, Ian Burns ha commentato: “Qui nello Stretto di Bass la botta di vento ha lasciato un mare molto incrociato. Per fortuna la situazione finalmente si sta stabilizzando. Fra un paio d’ore dovremmo avere mare un pò più calmo e probabilmente 10-15 nodi di vento”.
Burns ha aggiunto: “Stamattina il passaggio di Gabo Island è stato davvero arduo, abbiamo dovuto rallentare la barca per evitare danni strutturali. Abbiamo dovuto ridurre al minimo la superficie velica e concentrarci al massimo per evitare di picchiare sulle onde: è stata una vera impresa. C’erano raffiche fino a 40 nodi e quando c’è così tanto vento nello Stretto di Bass, i giochi si fanno davvero pesanti. L’equipaggio è stato fantastico. E’ un piacere osservarlo all’opera. A prua le condizioni erano inumane, con continue ingavonate di oltre un metro. I ragazzi a prua hanno effettuato molteplici cambi di vele senza problemi. Gli equipaggi sono in pieno ritmo, ora inizia la seconda parte della regata”.
Le previsioni per la notte indicano venti da ovest-sudovest di 25-35 nodi, con isolati groppi e raffiche fino a 40 nodi e a seguire un calo a 20-25 nodi, con groppi, piovaschi e mare molto mosso. Nella notte le onde dovrebbero diminuire a 2-3 metri.
L’attuale leader della classifica overall in tempo compensato è il 63 piedi Loki di Stephen Ainsworth, che naviga a circa 80 miglia a sud est di Gabo Island.
Il resto della flotta della Rolex Sydney Hobart sta continuando il suo faticoso cammino verso Hobart. Tra le rimanenti settantasette barche figurano sei iscritti stranieri provenienti da USA, Regno Unito, Italia, Francia e due barche con equipaggi in parte russi; ci sono inoltre barche provenienti da sette degli otto stati e territori dell’Australia.

Article printed from Zerogradinord.it: http://www.zerogradinord.net
URL to article: http://www.zerogradinord.net/vela/rolex-sydney-hobart-tempesta-nello-stretto/

sabato 11 dicembre 2010

Vengo anch'io!!!

Cena sociale della Lega programmata per mercoledì 22 dicembre alle ore 20,30 puntuali !!! Prenotiamo in tempo, fin da questo mercoledì 15/12 con Enza in Lega Navale!

Meteorologia a cura di Roberto Tornatore

Clicca qua per scaricare il file proiettato e spiegato da Roberto nella serata in Lega Navale di giovedì 9/12/2010.
Afflusso eccezionale e attenzione da parte di tutti noi alle spiegazioni sempre precise e puntuali del nostro meteorologo.

venerdì 10 dicembre 2010

Corrente marina

La corrente di marea filmata all'isola di Wight, nel maggio 2009, da Franco il Marinaio ....

domenica 28 novembre 2010

Newsletter LNI Pa - Numero 7

Scarica la newsletter nr. 7
Louis Vuitton Trophy: trionfa Emirates Team New Zealand. Louis Vuitton conferma la sponsorizzazione della Coppa America

27.11.10
Disputata oggi a Dubai la finale del Louis Vuitton Trophy. Emirates Team New Zealand ha battuto BMW Oracle Racing per 2-0.
Il team di Dean Barker e Grant Dalton negli ultimi due anni ha vinto ben quattro dei cinque eventi Louis Vuitton Trophy.
Nella conferenza stampa finale l’amministratore delegato di Louis Vuitton Malletier, Yves Carcelle, ha annunciato che la casa di moda francese continuerà a sponsorizzare la Coppa America e i Challenger. “Siamo molto lieti di continuare la nostra trentennale partnership con la Coppa America. Ci siamo incontrati con gli organizzatori svariate volte e riteniamo che la 34esiima edizione sarà al migliore della storia.”
La Louis Vuitton Trophy Dubai si è svolta sotto il patronato di Sua Mestà lo Sceicco Ahmed Bin Saeed Al Maktoum, amministratore delegato di Emirates Airlines and Group, il principale sponsor dell’evento.
La cronaca della regata:
Emirates Team New Zealand batte BMW Oracle Racing di 17"
Succede di tutto nel corso del primo match di finale tra i kiwi e gli statunitensi. Parte forte Emirates Team New Zealand che infligge una penalità a BMW Oracle Racing: è la prima di questo evento per James Spithill. Lo skipper australiano reagisce prendendo in mano le redini della regata e si allunga con decisione, navigando sulla destra del campo nel corso della seconda bolina. Visto l'importante vantaggio, BMW Oracle Racing si depenalizza in prossimità della boa al vento ma fa male i calcoli e subisce l'attacco da parte di Emirates Team New Zealand che ruba al team del tattico John Kostecki l'interno in occasione dell'issata di gennaker. L'equipaggio di Larry Ellison trova però nuova fortuna scendendo lungo la destra dell'ultima impoppata. Una fortuna che abbandona il team statunitense a pochi metri dal traguardo, dove un salto di vento favorisce Emirates Team New Zealand che taglia per prima il traguardo.
Emirates Team New Zealand batte BMW Oracle Racing di 1'37"
I kiwi vincono anche l'ultimo Louis Vuitton Trophy. Nel corso del secondo match di finale le speranze di riaprire il duello da parte di BMW Oracle Racing, al comando sin dal via, sfumano dopo la rottura del gennaker durante l’issata. Emirates Team New Zealand, ben posizionato, ne approfitta per lanciare il suo attacco al team di James Spithill che, al cancello di poppa, è obbligato a iniziare la seconda bolina sulla sinistra del campo di regata. I kiwi, all'incrocio seguente, sono avanti di oltre cento metri. E' due a zero. E' ancora, e definitivamente, vittoria neozelandese.
fonte: FEDERVELA.IT

Charleston sailor preps for next leg - Local - TheSunNews.com

Charleston sailor preps for next leg - Local - TheSunNews.com

Great Britain II ritorna sulla linea di partenza

VOLVO OCEAN RACE 2011 - 2012


Great Britain II, maxi 77’ ed unica barca ad aver partecipato per 5 volte consecutive alla Whitbread Round the World Race (antesignana della Volvo Ocean Race) parteciperà alla nuova edizione della regata che partirà da Alicante (Spagna) il 5 novembre 2011. Costruita appositamente per la prima Whitbread, aveva come skipper Sir Chay Blyth, che nel 1971 ottenne il titolo di Comandante dell’Impero Britannico per essere stato il primo uomo a fare il giro del mondo, con il 59’ British Steel, contro i venti dominanti... Vai al sito.