domenica 16 gennaio 2011
sabato 8 gennaio 2011
sabato 1 gennaio 2011
Rolex Sydney Hobart, tempesta nello Stretto
Articolo By Zerogradinord On 27 dicembre 2010 @ 23:46
Rolex Sydney Hobart – Hobart – Come da previsioni, oggi la flotta della Rolex Sydney Hobart Yacht Race è stata travolta da forti venti di 40-50 nodi da ovest-sudovest e mare in tempesta. Nove yacht si sono ritirati con ingenti danni ma tutti gli equipaggi sono incolumi. Alle 15.42 locali, il 27 metri Yuuzoo di Ludde Ingvall si è ritirato con danni strutturali e al rigging. Non ci sono stati forniti dettagli precisi, ma alle ore 18.00 lo yacht aveva trovato riparto a Port Eden.
Il ritiro del maxi ha dato il via a una lunga serie di defezioni: il Sydney 38 Swish, il Reichel-Pugh di 46 piedi Shamrock, il Volvo 60 Southern Excellence e il Nelson Marek 52 Wot Eva hanno abbandonato la regata a causa di danni vari causati dal vento e dalle enormi onde.
Dodo di Nick Athineos si è diretto a Eden per sbarcare un membro dell’equipaggio che si era fratturato un braccio, ma non si è ritirato dalla regata. A bordo hanno registrato raffiche di 45-50 nodi.
Il 44 piedi Bacardi di Martin Power ha rotto l’albero 35 miglia a est di Batemans Bay, circa a metà strada della costa australiana del New South Wales. “Mentre vi sto parlando, stiamo organizzando le operazioni di soccorso qualora siano necessarie” ha commentato il Commodoro del Cruising Yacht Club of Australia Gary Linacre, appena arrivato a Hobart.
Alle 18.20, il 14 metri Exile di Rob Reynolds ha riportato danni alla timoneria e si è ritirato. Poco dopo, il celebre supermaxi australiano Brindabella di Jim Cooney ha abbandonato la regata dopo aver subito ingenti danni alla randa. Alle 19.05 il Beneteau 57 Alchemy III di Jarod Ritchie si è ritirato per rotture al boma e si è diretto a Sydney.
In un’intervista telefonica delle 18.30 con l’equipaggio di Wild Oats XI, il favorito della regata e attuale leader in tempo reale, Ian Burns ha commentato: “Qui nello Stretto di Bass la botta di vento ha lasciato un mare molto incrociato. Per fortuna la situazione finalmente si sta stabilizzando. Fra un paio d’ore dovremmo avere mare un pò più calmo e probabilmente 10-15 nodi di vento”.
Burns ha aggiunto: “Stamattina il passaggio di Gabo Island è stato davvero arduo, abbiamo dovuto rallentare la barca per evitare danni strutturali. Abbiamo dovuto ridurre al minimo la superficie velica e concentrarci al massimo per evitare di picchiare sulle onde: è stata una vera impresa. C’erano raffiche fino a 40 nodi e quando c’è così tanto vento nello Stretto di Bass, i giochi si fanno davvero pesanti. L’equipaggio è stato fantastico. E’ un piacere osservarlo all’opera. A prua le condizioni erano inumane, con continue ingavonate di oltre un metro. I ragazzi a prua hanno effettuato molteplici cambi di vele senza problemi. Gli equipaggi sono in pieno ritmo, ora inizia la seconda parte della regata”.
Le previsioni per la notte indicano venti da ovest-sudovest di 25-35 nodi, con isolati groppi e raffiche fino a 40 nodi e a seguire un calo a 20-25 nodi, con groppi, piovaschi e mare molto mosso. Nella notte le onde dovrebbero diminuire a 2-3 metri.
L’attuale leader della classifica overall in tempo compensato è il 63 piedi Loki di Stephen Ainsworth, che naviga a circa 80 miglia a sud est di Gabo Island.
Il resto della flotta della Rolex Sydney Hobart sta continuando il suo faticoso cammino verso Hobart. Tra le rimanenti settantasette barche figurano sei iscritti stranieri provenienti da USA, Regno Unito, Italia, Francia e due barche con equipaggi in parte russi; ci sono inoltre barche provenienti da sette degli otto stati e territori dell’Australia.
Il ritiro del maxi ha dato il via a una lunga serie di defezioni: il Sydney 38 Swish, il Reichel-Pugh di 46 piedi Shamrock, il Volvo 60 Southern Excellence e il Nelson Marek 52 Wot Eva hanno abbandonato la regata a causa di danni vari causati dal vento e dalle enormi onde.
Dodo di Nick Athineos si è diretto a Eden per sbarcare un membro dell’equipaggio che si era fratturato un braccio, ma non si è ritirato dalla regata. A bordo hanno registrato raffiche di 45-50 nodi.
Il 44 piedi Bacardi di Martin Power ha rotto l’albero 35 miglia a est di Batemans Bay, circa a metà strada della costa australiana del New South Wales. “Mentre vi sto parlando, stiamo organizzando le operazioni di soccorso qualora siano necessarie” ha commentato il Commodoro del Cruising Yacht Club of Australia Gary Linacre, appena arrivato a Hobart.
Alle 18.20, il 14 metri Exile di Rob Reynolds ha riportato danni alla timoneria e si è ritirato. Poco dopo, il celebre supermaxi australiano Brindabella di Jim Cooney ha abbandonato la regata dopo aver subito ingenti danni alla randa. Alle 19.05 il Beneteau 57 Alchemy III di Jarod Ritchie si è ritirato per rotture al boma e si è diretto a Sydney.
In un’intervista telefonica delle 18.30 con l’equipaggio di Wild Oats XI, il favorito della regata e attuale leader in tempo reale, Ian Burns ha commentato: “Qui nello Stretto di Bass la botta di vento ha lasciato un mare molto incrociato. Per fortuna la situazione finalmente si sta stabilizzando. Fra un paio d’ore dovremmo avere mare un pò più calmo e probabilmente 10-15 nodi di vento”.
Burns ha aggiunto: “Stamattina il passaggio di Gabo Island è stato davvero arduo, abbiamo dovuto rallentare la barca per evitare danni strutturali. Abbiamo dovuto ridurre al minimo la superficie velica e concentrarci al massimo per evitare di picchiare sulle onde: è stata una vera impresa. C’erano raffiche fino a 40 nodi e quando c’è così tanto vento nello Stretto di Bass, i giochi si fanno davvero pesanti. L’equipaggio è stato fantastico. E’ un piacere osservarlo all’opera. A prua le condizioni erano inumane, con continue ingavonate di oltre un metro. I ragazzi a prua hanno effettuato molteplici cambi di vele senza problemi. Gli equipaggi sono in pieno ritmo, ora inizia la seconda parte della regata”.
Le previsioni per la notte indicano venti da ovest-sudovest di 25-35 nodi, con isolati groppi e raffiche fino a 40 nodi e a seguire un calo a 20-25 nodi, con groppi, piovaschi e mare molto mosso. Nella notte le onde dovrebbero diminuire a 2-3 metri.
L’attuale leader della classifica overall in tempo compensato è il 63 piedi Loki di Stephen Ainsworth, che naviga a circa 80 miglia a sud est di Gabo Island.
Il resto della flotta della Rolex Sydney Hobart sta continuando il suo faticoso cammino verso Hobart. Tra le rimanenti settantasette barche figurano sei iscritti stranieri provenienti da USA, Regno Unito, Italia, Francia e due barche con equipaggi in parte russi; ci sono inoltre barche provenienti da sette degli otto stati e territori dell’Australia.
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martedì 28 dicembre 2010
lunedì 20 dicembre 2010
sabato 18 dicembre 2010
Una lotteria per Emergency
Una lotteria per Emergency
![]() |
| Visita il sito di Emergency |
1° premio . Orologio Toy watch (offerto da Fiorentino)
2° premio . Orologio Emergency Salam
3° premio . Borsa Emergency
Scarica la locandina lotteria e l'invito alla festa del 23.12
Scarica la scheda sul poliambulatorio di Palermo
domenica 12 dicembre 2010
sabato 11 dicembre 2010
Vengo anch'io!!!
Cena sociale della Lega programmata per mercoledì 22 dicembre alle ore 20,30 puntuali !!! Prenotiamo in tempo, fin da questo mercoledì 15/12 con Enza in Lega Navale!
Meteorologia a cura di Roberto Tornatore
Clicca qua per scaricare il file proiettato e spiegato da Roberto nella serata in Lega Navale di giovedì 9/12/2010.
Afflusso eccezionale e attenzione da parte di tutti noi alle spiegazioni sempre precise e puntuali del nostro meteorologo.
Afflusso eccezionale e attenzione da parte di tutti noi alle spiegazioni sempre precise e puntuali del nostro meteorologo.
venerdì 10 dicembre 2010
Corrente marina
La corrente di marea filmata all'isola di Wight, nel maggio 2009, da Franco il Marinaio ....
martedì 7 dicembre 2010
sabato 4 dicembre 2010
venerdì 3 dicembre 2010
domenica 28 novembre 2010
Louis Vuitton Trophy: trionfa Emirates Team New Zealand. Louis Vuitton conferma la sponsorizzazione della Coppa America
27.11.10
27.11.10
Disputata oggi a Dubai la finale del Louis Vuitton Trophy. Emirates Team New Zealand ha battuto BMW Oracle Racing per 2-0.
Il team di Dean Barker e Grant Dalton negli ultimi due anni ha vinto ben quattro dei cinque eventi Louis Vuitton Trophy.
Nella conferenza stampa finale l’amministratore delegato di Louis Vuitton Malletier, Yves Carcelle, ha annunciato che la casa di moda francese continuerà a sponsorizzare la Coppa America e i Challenger. “Siamo molto lieti di continuare la nostra trentennale partnership con la Coppa America. Ci siamo incontrati con gli organizzatori svariate volte e riteniamo che la 34esiima edizione sarà al migliore della storia.”
La Louis Vuitton Trophy Dubai si è svolta sotto il patronato di Sua Mestà lo Sceicco Ahmed Bin Saeed Al Maktoum, amministratore delegato di Emirates Airlines and Group, il principale sponsor dell’evento.
La cronaca della regata:
Emirates Team New Zealand batte BMW Oracle Racing di 17"
Succede di tutto nel corso del primo match di finale tra i kiwi e gli statunitensi. Parte forte Emirates Team New Zealand che infligge una penalità a BMW Oracle Racing: è la prima di questo evento per James Spithill. Lo skipper australiano reagisce prendendo in mano le redini della regata e si allunga con decisione, navigando sulla destra del campo nel corso della seconda bolina. Visto l'importante vantaggio, BMW Oracle Racing si depenalizza in prossimità della boa al vento ma fa male i calcoli e subisce l'attacco da parte di Emirates Team New Zealand che ruba al team del tattico John Kostecki l'interno in occasione dell'issata di gennaker. L'equipaggio di Larry Ellison trova però nuova fortuna scendendo lungo la destra dell'ultima impoppata. Una fortuna che abbandona il team statunitense a pochi metri dal traguardo, dove un salto di vento favorisce Emirates Team New Zealand che taglia per prima il traguardo.
Emirates Team New Zealand batte BMW Oracle Racing di 17"
Succede di tutto nel corso del primo match di finale tra i kiwi e gli statunitensi. Parte forte Emirates Team New Zealand che infligge una penalità a BMW Oracle Racing: è la prima di questo evento per James Spithill. Lo skipper australiano reagisce prendendo in mano le redini della regata e si allunga con decisione, navigando sulla destra del campo nel corso della seconda bolina. Visto l'importante vantaggio, BMW Oracle Racing si depenalizza in prossimità della boa al vento ma fa male i calcoli e subisce l'attacco da parte di Emirates Team New Zealand che ruba al team del tattico John Kostecki l'interno in occasione dell'issata di gennaker. L'equipaggio di Larry Ellison trova però nuova fortuna scendendo lungo la destra dell'ultima impoppata. Una fortuna che abbandona il team statunitense a pochi metri dal traguardo, dove un salto di vento favorisce Emirates Team New Zealand che taglia per prima il traguardo.
Emirates Team New Zealand batte BMW Oracle Racing di 1'37"
I kiwi vincono anche l'ultimo Louis Vuitton Trophy. Nel corso del secondo match di finale le speranze di riaprire il duello da parte di BMW Oracle Racing, al comando sin dal via, sfumano dopo la rottura del gennaker durante l’issata. Emirates Team New Zealand, ben posizionato, ne approfitta per lanciare il suo attacco al team di James Spithill che, al cancello di poppa, è obbligato a iniziare la seconda bolina sulla sinistra del campo di regata. I kiwi, all'incrocio seguente, sono avanti di oltre cento metri. E' due a zero. E' ancora, e definitivamente, vittoria neozelandese.
fonte: FEDERVELA.IT
I kiwi vincono anche l'ultimo Louis Vuitton Trophy. Nel corso del secondo match di finale le speranze di riaprire il duello da parte di BMW Oracle Racing, al comando sin dal via, sfumano dopo la rottura del gennaker durante l’issata. Emirates Team New Zealand, ben posizionato, ne approfitta per lanciare il suo attacco al team di James Spithill che, al cancello di poppa, è obbligato a iniziare la seconda bolina sulla sinistra del campo di regata. I kiwi, all'incrocio seguente, sono avanti di oltre cento metri. E' due a zero. E' ancora, e definitivamente, vittoria neozelandese.
Great Britain II ritorna sulla linea di partenza
VOLVO OCEAN RACE 2011 - 2012
Great Britain II, maxi 77’ ed unica barca ad aver partecipato per 5 volte consecutive alla Whitbread Round the World Race (antesignana della Volvo Ocean Race) parteciperà alla nuova edizione della regata che partirà da Alicante (Spagna) il 5 novembre 2011. Costruita appositamente per la prima Whitbread, aveva come skipper Sir Chay Blyth, che nel 1971 ottenne il titolo di Comandante dell’Impero Britannico per essere stato il primo uomo a fare il giro del mondo, con il 59’ British Steel, contro i venti dominanti... Vai al sito.
giovedì 25 novembre 2010
domenica 21 novembre 2010
sabato 20 novembre 2010
Mura nella storia velica Sua la Route do Rhum
da La Repubblica:
Primo successo italiano nella prestigiosa regata transoceanica in solitario. Il campione cagliaritano: "Soddisfazione enorme che premia una vita di lavoro in mare". Partito dalla Francia arriva a Pointe-à-Pitre, a Guadalupa
di ROBERTO MARCELLETTIAndrea Mura è il primo italiano a finire davanti a tutti nella nona edizione della mitica regata transoceanica in solitario Route du Rhum, che si disputa ogni quattro anni. Un'impresa che il velista cagliaritano compie a bordo del monoscocca Open 50 Vento di Sardegna: partito il 31 ottobre scorso da Saint-Malo in Francia e dopo 19 giorni 9 ore e 40 minuti di navigazione a una velocità media di 7,6 nodi taglia il traguardo, nella nottata tra venerdì e sabato, a Pointe-à-Pitre, a Guadalupa.
Un viaggio di 3.539 miglia faticoso e pieno di imprevisti che nella categoria Rhum, riservata alle imbarcazioni tra i quaranta e i cinquanta piedi, consegna alla storia il volto sorridente, commosso e stanco del 46enne skipper originario di Cagliari: "Questa vittoria è una gioia enorme per me, rappresenta il coronamento di anni di lavoro e soprattutto mi regala la grande soddisfazione di essere il primo italiano a vincere una regata oceanica di tale importanza e difficoltà".
L'italiano può essere davvero soddisfatto, si è lasciato alle spalle un veterano della vela e di questa competizione Luc Coquelin, piazzatosi secondo e giunto alla quarta partecipazione alla transoceanica: "Spero sia la prima di una lunga serie di trionfi e che questo traguardo apra la strada alla vela oceanica anche nel nostro paese". Un successo che parte da lontano e richiede sacrifici e lavoro di gruppo: "Questo è il risultato del lavoro - sottolinea Andrea Mura - di un team composto
da oltre venti persone. La vittoria è dedicata a loro, ai miei sponsor che mi hanno sostenuto, ai miei tifosi e a tutti coloro che mi sono stati vicino durante questa sfida impegnativa".
Per rendersi conto dell'impresa compiuta dal velista sardo basta dare un'occhiata alla lista delle presenze italiane alla competizione nell'arco della sua storia. In passato solo tre nomi hanno tentato di entrare nell'albo d'oro senza riuscirci: Paolo Martinoni (1978), Simone Bianchetti (1998) e Giovanni Soldini (2002). E le difficoltà superate durante il percorso consacrano Mura, che finora spaziava già tra buoni risultati nelle derive e nell'America's Cup, protagonista nelle competizioni oceaniche. Nonostante le condizioni meteo anomale rispetto alle aspettative, Vento di Sardegna comincia subito bene. Le tempeste delle prime quarantotto ore e la scelta strategica di un tragitto più a Sud rispetto alla rotta più breve tra partenza e arrivo dà ragione al team di Andrea Mura.
La conferma arriva una volta attraversate le Azzorre con ottanta miglia di vantaggio sul resto della truppa. Il sogno, a questo punto, si materializza. La volata finale ha un paio di colpi di scena dovuti alla rottura prima del canard di prua e di seguito del gennaker grande che rallentano solo di poco la cavalcata vincente sulle onde dell'Oceano per lo skipper cagliaritano. Un'esperienza che lascia il segno e che potrebbe, in un futuro recente, tra un anno circa avere un prosieguo nella rotta del caffè in Brasile. Gli organizzatori sono avvertiti.
Poco fortunata, invece, la regata delle altre due imbarcazioni italiane, entrambe impegnate nella categoria Class 40, presenti al via: Davide Consorte a bordo di Adriatech costretto al ritiro per un'avaria e Marco Nannini su Unicredit ancora in navigazione e in prossimità dell'arrivo si trova al 26esimo posto. Amareggiato e deluso Davide Consorte: "Quando ho deciso di ritirarmi stavo andando piuttosto bene e sono sicuro che la scelta del percorso mi avrebbe premiato. Poi una serie di problemi, tra i quali, il Gps che non dava più la posizione, il ballast posteriore che perdeva acqua, lo strumento del vento fuori uso e quando si è rotta la drizza della randa all'interno dell'albero ho deciso per il ritiro. La barca non era in grado di affrontare tutto il resto della regata".
In totale undici le imbarcazioni ritirate sulle ottantacinque presenti ai nastri di partenza e vittorie nelle rispettive classi per Franck Cammas su Groupama (categoria Ultimate), Roland Jourdain su Veolia Environnement (Imoca 60), Lionel Lemonchois su Prince de Bretagne (Multi 50) e Thomas Ruyant su Destination Dunkerque (Class 40). (20 novembre 2010)
domenica 14 novembre 2010
Il Vento e Il Mare
9° Concorso Fotografico indetto dalla Lega Navale Italiana, Sez. Palermo centro in collaborazione con la CICAS e l'ARCA Enel.
A breve saranno disponibili le foto di tutti i partecipanti.
A breve saranno disponibili le foto di tutti i partecipanti.
venerdì 12 novembre 2010
Progetto Formare i Giovani dell'Albergheria
Lega Navale Italiana Palermo Centro - Rotary Club Palermo Est
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| Scarica la brochure |
La Sezione Palermo Centro della Lega Navale Italiana, nell'ambito dell'iniziativa, ha realizzato un Corso di Vela partecipando così al servizio rotariano di sostegno allo sviluppo scolastico e professionale dei giovani del quartiere Albergheria nella Città di Palermo.
domenica 7 novembre 2010
giovedì 4 novembre 2010
ORC International e IRC: verso un futuro comune?
11/4/2010 Autore: Michele Tognozzi - www.farevela.net
Londra- Sono arrivati finalmente i tempi per una stazza unica nelle regate d'altura ad handicap? Sembra finalmente di sì, visto che il Royal Ocean Racing Club (RORC) e l’ Union Nationale pour La Course au Large (UNCL), comproprietari del sistema per la regola di stazza IRC, stanno interagendo con l’Offshore Racing Congress (ORC) in merito alla possibilità di creare un’unica organizzazione per la gestione dei rating a livello mondiale.
L’iniziativa di valutare insieme un unico sistema di rating per le regate delle barche di altura è stata approvata dall’ISAF dopo l’Assemblea Generale del 2009, in Korea.
L’intenzione del RORC/UNCL insieme all’ORC è quella di creare una joint venture per la gestione delle norme esistenti, e con il tempo, utilizzando l’insieme delle norme esistenti IRC e ORC, sfruttando le conoscenze e le risorse di entrambi, creare un nuovo sistema unificato di rating veloce, divertente che renda le competizioni unifcate in tutto il mondo.
Bruno Finzi, Presidente dell’ORC e il Vicepresidente Wolfgang Schaefer, che stanno lavorando costantemente su questa iniziativa, sono entusiasti e fiduciosi del lavoro con il RORC: ”Apprezziamo l’impegno e l’amicizia con il RORC e riteniamo che sia finalmente giunto il momento di tornare al periodo in cui lo IOR, spirito ispiratore dell’ORC, quando esisteva un solo sistema di rating internazionale applicato in tutte le regate di altura.”
Chris Little, Ammiraglio del RORC, al lavoro con il Commodoro Andrew McIrvine concordano che sia giunto il momento di sviluppare sistemi di rating sotto un unico ombrello. "Abbiamo ricevuto un forte sostegno da un certo numero di paesi e di potenziali armatori per sviluppare una norma che ci consentirà di ricreare il circuito internazionale della vela e continueremo a lavorare per questo obiettivo."
Torneranno con un nuovo nome i bei tempi dello IOR, quando i campionati erano affollati e i vincitori di regate mitiche come l'Admiral's, le Ton Cup o la Sardinia erano pochi e ambitissimi? Ce lo auguriamo.
www.orc.org
Londra- Sono arrivati finalmente i tempi per una stazza unica nelle regate d'altura ad handicap? Sembra finalmente di sì, visto che il Royal Ocean Racing Club (RORC) e l’ Union Nationale pour La Course au Large (UNCL), comproprietari del sistema per la regola di stazza IRC, stanno interagendo con l’Offshore Racing Congress (ORC) in merito alla possibilità di creare un’unica organizzazione per la gestione dei rating a livello mondiale.
L’iniziativa di valutare insieme un unico sistema di rating per le regate delle barche di altura è stata approvata dall’ISAF dopo l’Assemblea Generale del 2009, in Korea.
L’intenzione del RORC/UNCL insieme all’ORC è quella di creare una joint venture per la gestione delle norme esistenti, e con il tempo, utilizzando l’insieme delle norme esistenti IRC e ORC, sfruttando le conoscenze e le risorse di entrambi, creare un nuovo sistema unificato di rating veloce, divertente che renda le competizioni unifcate in tutto il mondo.
Bruno Finzi, Presidente dell’ORC e il Vicepresidente Wolfgang Schaefer, che stanno lavorando costantemente su questa iniziativa, sono entusiasti e fiduciosi del lavoro con il RORC: ”Apprezziamo l’impegno e l’amicizia con il RORC e riteniamo che sia finalmente giunto il momento di tornare al periodo in cui lo IOR, spirito ispiratore dell’ORC, quando esisteva un solo sistema di rating internazionale applicato in tutte le regate di altura.”
Chris Little, Ammiraglio del RORC, al lavoro con il Commodoro Andrew McIrvine concordano che sia giunto il momento di sviluppare sistemi di rating sotto un unico ombrello. "Abbiamo ricevuto un forte sostegno da un certo numero di paesi e di potenziali armatori per sviluppare una norma che ci consentirà di ricreare il circuito internazionale della vela e continueremo a lavorare per questo obiettivo."
Torneranno con un nuovo nome i bei tempi dello IOR, quando i campionati erano affollati e i vincitori di regate mitiche come l'Admiral's, le Ton Cup o la Sardinia erano pochi e ambitissimi? Ce lo auguriamo.
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