

L'arte della navigazione a vela.
Palermo- Scendono in acqua ben dieci barche della flotta siciliana per l'Invernale dei Platu 25 di Palermo. Un vento dai 5 agli 8 nodi e uno splendido sole che illumina le montagne innevate spingono la flotta ad una agguerrita giornata di regate. Ad un'ora dalla partenza giunge una gelata su tutta la flotta: sotto gli occhi attoniti dell'equipaggio, la barca "Liberalamente" cade dalla gru durante la scesa in mare danneggiandosi gravemente.
Si parte comunque puntualmente alle 12:30 e immediatamente inizia la bagarre della prima prova con la flotta che si divide su due lati del percorso con l'alternarsi delle posizioni al comando.
Al cancello d'arrivo, nonostante sei mesi di assenza dai campi di regata si presenta in prima posizione BreraHotel di Alberto Wolleb, seguita da GibamShop di Cascino e Anastasisport di Nicola Oteri.
Seconda prova: dieci minuti per riposizionare il campo e si riparte ma il vento ruota di 20°a sinistra e la flotta si spinge sulla boa. Prova ardua per i tattici nell'intuire i cambi di vento a monte del campo, ma la barca di Wolleb riesce ad uscire bene, controllare la flotta e segnare un altro meritato primo posto. Al seguito si trovano accorpate sino all'ultimo traverso tre barche in lotta per la seconda posizione; Gibam sceglie di ammainare lo spinnaker ma rallenta vistosamente; subito dietro Anastas isport tenta il sorpasso sottovento a Gibam ma una volta in copertura si pianta, cosicché ne trae vantaggio il terzo incomodo Porgy che, orzando forzatamente di spi sopravento ai due, riesce a superarli sul traguardo.
La terza regata obbliga un'altra partenza con netto vantaggio in boa, tale che qualche barca riesce con difficoltà a passare la boa mura a dritta ed è costretta a virare per tagliare la linea di partenza. Il campo di regata presenta ai tattici ancora sorprese e con un bel passo deciso Gabriele Noè su Anastasisport colpisce a fondo staccando la flotta e firmando la vittoria, seguito dall'equipaggio di Porgy in seconda posizione che riesce ad interpretare al meglio il campo di regata. Terzo posto al bravo equipaggio di Adrenalina con Maurizio Mongiovì al timone che riesce anche lui a carpire le bizze del vento.


Lake Macquarie, Australia- Disputate le prime sei prove del Mondiale classe A a Lake Macquarie, in Australia. Bene James Spithill che, alla sua prima esperienza sui classe A, è settimo. In testa nettamente lo specialista Glenn Ashby, argento olimpico nei Tornado a Qingdao, con 4 primi su 6 prove. Sono 94 i timonieri in regata. Migliore dei 5 italiani presenti è al momento Eugenio Calabria, 31esimo.
Tra gli iscritti figurano, oltre al il timoniere di Coppa America James Spithill, numero uno nella Rank List ISAF per il Match Race che il team Bmw Oracle ha inviato sui classe A per fare esperienza nei multiscafi (evidentemente puntando decisamente alla Deed of Gift Cup contro Alinghi sui megamultiscafi) Tom Slingsby, due volte campione del mondo Laser ed olimpionico a Pechino per l’Australia e Nathan Outterridge, campione del mondo in carica per i 49er, anche lui olimpionico a Pechino per l’Australia.
Skipper | Boat | Dist. to leader (NM) | |
- Date retenue pour le calcul du classement estimé : 06/01/09 18:30 GMT | |||
1 | Desjoyeaux Michel | Foncia | 0 |
2 | Jourdain Roland | Veolia Environnement | 102 |
3 | Riou Vincent | PRB | 641,4 |
4 | Le Cléac'h Armel | Brit Air | 641,8 |
5 | Davies Samantha | Roxy | 1858,8 |
6 | Guillemot Marc | Safran | 2313 |
7 | Thompson Brian | Bahrain Team Pindar | 2696,5 |
8 | Caffari Dee | Aviva | 2983,8 |
9 | Boissières Arnaud | Akena Vérandas | 2998,1 |
10 | White Steve | Toe in the Water | 3781,2 |
11 | Wilson Rich | Great American III | 4821,5 |
12 | Sedlacek Norbert | Nauticsport-Kapsch | 5864,3 |
13 | Dinelli Raphaël | Fondation Océan Vital | 6055,2 |
NL | Le Cam Jean | VM Matériaux |
|
ABD | Malbon Jonny | Artemis |
|
ABD | Dick Jean-Pierre | Paprec-Virbac 2 |
|
ABD | Hatfield Derek | Algimouss Spirit of Canada |
|
ABD | Josse Sébastien | BT |
|
ABD | Eliès Yann | Generali |
|
ABD | Golding Mike | Ecover |
|
ABD | Dejeanty Jean-Baptiste | Groupe Maisonneuve |
|
ABD | Peyron Loïck | Gitana Eighty |
|
ABD | Stamm Bernard | Cheminées Poujoulat |
|
ABD | Wavre Dominique | Temenos II |
|
ABD | Basurko Unai | Pakea Bizkaia |
|
ABD | Beyou Jérémie | Delta Dore |
|
ABD | Thomson Alex | Hugo Boss |
|
ABD | Bestaven Yannick | Aquarelle.com |
|
ABD | Thiercelin Marc | DCNS |
|
ABD | de Pavant Kito | Groupe Bel |
|
Vincent Riou (PRB) racconta: Jean Le Cam sta bene, dopo quello che è stato probabilmente la sua più difficile esperienza. Le Cam aveva la barca in parte riempita con acqua, così egli era in prua. Riou con Armel hanno aspettato per tutta la giornata per assicurarsi di essere lì quando fosse uscito. Essi non potevano metterso in contatto con quest'ultimo. Hanno notato che uno sportello è stato aperto Jean è venuto fuori.
Le Cam gettò una cima per tre volte prima che lui la potesse prendere.
Jean ha dovuto attendere sopra il timone per 15 min.
Riou non era sicuro se Armel poteva contribuire per cui si è trasferito più vicino. Al quarto tentativo Vincent Riou si è avvicinato ed ha danneggiato la propria barca, ma era determinato a salvarlo e Jean Le Cam si è avvolto la corda intorno a se stesso e Vincent lo ha tirato su con l'argano.
Riou ha temuto che la propria barca potesse disalberare dato che l'albero era in un angolo di 30 °, ma Jean Le Cam ha detto che poteva salvare l'albero da una con le sartie. Se PRB (la barca si Riou) avesse disalberato essi sarebbero stati in un'altra situazione difficile, così hanno dovuto fare qualcosa in fretta.
L'incidente ha avuto inizio mentre era al telefono con Jean [immediatamente prima del capovolgimento] e quindi lungo tutta la giornata ha tentato di accelerare il salvataggio, e quindi ha dovuto aspettare molto, non sapendo che cosa stava per accadere. La petroliera partita per il salvataggio non ha potuto fare molto per aiutarli così doveva essere stato difficile anche per loro. C'è stato uno scambio di comunicazioni tra le autorità e gli organizzatori, ma il problema è la mancanza di comunicazione tra Jean e Vincent, che non sapeva che cosa l'altro stava per fare. Come marinai, è il genere di cose che sanno possono accadere. Essi sono attualmente in contatto voce attraverso il Canale di Beagle e Ushuaia (Terra del Fuoco, Argentina), su PRB.
Armel Le Cléac'h (Brit Air) racconta: E 'un grande sollievo, è stato un momento altamente emotivo. La cosa principale è che si è concluso felicemente fatta eccezione per il danno a PRB. Armel è arrivato un'ora dopo Vincent, il quale lo avvertì di essere stato in contatto con Jean. Essi hanno convenuto di girare in cerchio alla barca. Vincent ha recuperato e Armel era occupato a lavorare sul suo motore. Quando è tornato su ha visto il rig di PRB piegato oltre ad un angolo di rottura e si chiedeva cosa fosse accaduto. Poi ha avuto grande sollievo quando ha scoperto Jean era a bordo di PRB. Lo ha seguito per un'ora, ma ora PRB ha ripreso a veleggiare, così 10 minuti fa ha ottenuto di tornare sul percorso verso Cape Horn. Non è molto concentrato sulla regata per il momento - ha bisogno di mangiare. Ha anche perso il suo fedele compagno, ma Vincent spera sarà in grado di navigare fino a Les Sables come merita.
VW Matériaux è capovolta a 200 miglia da Capo Horn. L'imbarcazione, con a bordo il velista francese Jean le Cam è stata avvistata alle ore 10:30 di stamattina da un aereo della marina cilena. L'aereo è rimasto in zona per più di 15 minuti prima di rientrare, ma non ha fornito ulteriori indicazioni. In zona è per fortuna arrivata anche la petroliera Snagol-Kassanje e sembra sia in vista dell'imbarcazione di Jeab le Cam. I sospetti di stamattina, quando la drammatica comunicazione radio tra jean ed il suo team in Francia si è interrotta bruscamente sono state confermate. Il problema sarà probabilmente nella chiglia e deve essere stato anche improvviso perchè Jean non è riuscito a mettere in atto nessuna delle contromisure che impediscono di far andare la vela sott'acqua. Sul posto stanno dirigendosi anche Vincent Riou e Armel Le Cléach.
AGGIORNAMENTO: la petroliera di 270 metri è sul posto ma non può far scendere nessun canotto per il salvataggio per le condizioni del mare (onde di 4/5 metri) C'è la concreta possibilità che siano proprio Vincent e Armel a dover salvare Jean Le Cam (come Pete Goss con Raphaël Dinelli nel Vendée Globe del 1996 e Loïck Peyron per Vincent Riou nella Transat del 2008). Ricordiamo che Vincent Riou ha il motore in panne ma a comunicato via radio che farà comunque tutto quello che c'è da fare manovrando a vela.
Secondo Météo France, le condizioni meteo sono le seguenti: da 25 a 30 nodi da sud-ovest con raffiche di 40 nodi in attenuazione. Mare: da 4 a 5 metri fino a 5/6 nel corso della notte.
La 64esima Rolex Sydney Hobart è stata un'edizione straordinaria, a partire dall'elevato livello della flotta partecipante, composta di 100 yacht tra cui undici equipaggi stranieri, fino all'appassionante sfida per la conquista dei cosiddetti 'line honours' (la vittoria in tempo reale), inaspettatamente combattuta, tra i maxi Wild Oats XI e Skandia. Straordinaria anche la classifica overall in tempo compensato, dominata da quattro TP52, velocissimi alle andature portanti.
Il Reichel/Pugh 98 a chiglia basculante Wild Oats XI di Bob Oatley ha conquistato i 'line honours' per il quarto anno consecutivo, successo record, dopo aver inseguito il maxi a chiglia basculante di Grant Wharington Skandia, progettato da Don Jones, per la maggior parte della regata. Lungo la costa della Tasmania, i leggeri venti hanno rallentato la corsa dei due maxi vanificando ogni tentativo di stabilire un nuovo record di percorrenza. Nel frattempo, invece, i TP52 hanno continuato indisturbati la loro regata, completando il percorso entro cinque ore dai maxi. Quest di Bob Steel ha vinto il trofeo più importante della regata, la Tattersall's Cup assegnata al vincitore overall IRC in tempo compensato, battendo Cougar II di Alan Whiteley; entrambi questi yacht sono progettati di Farr. Il Judel/Vrolijk Wot Now di Graeme Wood ha concluso terzo davanti a Ragamuffin, il TP52 firmato Farr di Syd Fischer.
I due nuovi yacht in regata progettati da Reichel/Pugh sono stati favoriti dalle prevalenti condizioni portanti; l'R/P 62 Limit di Alan Brierty si è piazzato quinto e l'R/P 63 Loki di Stephen Ainsworth ottavo overall in IRC. Si tratta di due yacht molto interessanti, equipaggiati con le più avanzate soluzioni tecnologiche in termini di rig e vele, e i loro risultati sono davvero incoraggianti se si considera il fatto che questa Rolex Sydney Hobart è stata la loro prima regata d'altura.
Come sempre, le barche sono straordinarie ma il merito dei loro successi spetta agli equipaggi che le conducono, che oggi sono stati premiati durante una commovente cerimonia svoltasi presso il Royal Yacht Club of Tasmania, presenziata da Sua Eccellenza Peter Underwood, Governatore della Tasmania, e Michael Aird MLC, in rappresentanza del Premier della Tasmania, insieme ad altre eminenti personalità associate ai club organizzatori e agli sponsor dell'evento.
Bob Steel, che nel 2002 vinse la regata con un precedente Quest, a quel tempo fece storia gettando nelle acque del fiume Derwent l'orologio che indossava, per ricevere il Rolex Yacht-Master assegnato al vincitore. Quando gli è stato chiesto se in quelle circostanze avrebbe ripetuto il gesto, Steel ha estratto dalla tasca un vecchio orologio e l'ha lanciato sulla folla.
Steel ha poi elogiato il suo equipaggio dichiarando: "In questa regata ha lavorato duramente per sbaragliare i nostri avversari", soprattutto il suo mentore Michael Green, che ha partecipato con Steel anche nell'Admiral's Cup e ha vinto con lui la Rolex Sydney Hobart del 2002. Green, che ha regatato in 30 Rolex Sydney Hobart, vuole superare quota 35 stabilita da suo padre Peter, personaggio storico dei primi anni di questa regata, scomparso nel 1990. Da quell'anno, in ogni Rolex Sydney Hobart, dopo aver doppiato il faro della Tasmania, Steel versa in mare un bicchiere di rum in ricordo di Peter e nei pressi del traguardo ne beve uno. Michael Green ereditò un Rolex da suo padre, ma gli fu rubato circa 13 anni fa.
Oggi, in riconoscenza dell'impegno di Michael, Steel gli ha consegnato il secondo Rolex durante la cerimonia di premiazione; gesto che ha commosso Green e suscitato un applauso assordante da parte del pubblico.
Un altro momento commovente della cerimonia è stato la consegna a John Walker della medaglia commemorativa per la sua 25esima Rolex Sydney Hobart disputata con il suo Peterson 34 Impeccable, la barca sulla quale ha partecipato a ognuna delle 25 edizioni. All'età di 86 anni, Walker è lo skipper più anziano ad aver mai partecipato alla regata. "Questa è stata la mia ultima regata," ha dichiarato con semplicità, prima di ringraziare gli equipaggi che in tutti questi anni hanno navigato con lui.
A Syd Fischer è stata consegnata una medaglia commemorativa in riconoscimento della sua 40esima regata. L'ottantunenne Fischer, a bordo di precedenti Ragamuffin, ha vinto la Tattersall's Cup nel 1992 e conquistato i 'line honours' nel 1988 e 1980. Il suo attuale Ragamuffin, un TP52, si è piazzato secondo alle spalle di Rosebud, vincitore overall del 2007.
Tony Cable di Sydney, che ha regatato a bordo del Volvo 60 Getaway-Sailing.Com, ha ricevuto un premio in riconoscimento della sua 45esima partecipazione, avendo superato la quota record di 44 partecipazioni, stabilita da John Bennetto (Tasmania) e Lou Abrahams (Victoria). "I recordsnon m'interessano in modo particolare; partecipo perché amo navigare, amo la compagnia e la competizione," ha dichiarato.
Comprensibilmente, Graeme Ainley, skipper di Georgia - lo yacht affondato durante la prima notte della regata quando l'asse del timone è fuoriuscito dal suo alloggiamento dopo una collisione con un oggetto sommerso - non era presente a ricevere la medaglia per la sua 25esima partecipazione. Il comitato di regata ha consegnato il Rani Trophy per la 'performance più meritevole' al Volvo 60 Telcoinabox Merit di Les Rodriguez per aver tratto in salvo l'equipaggio di Georgia: "In difficili condizioni l'equipaggio di Telcoinabox Merit ha gestito l'operazione di salvataggio dimostrando un esemplare spirito marinaresco."
Il premio per lo yacht venuto da più lontano è stato consegnato a Walross IV appartenente all'Academy Sailing Club di Berlino, che prepara i giovani velisti alla vela d'altura. Walross IV è partito dalla Germania nell'ottobre del 2007 e ha circumnavigato il globo, sostando a Qingdao per assistere alla vela olimpica, per raggiungere, infine, Sydney.
RISULTATI
IRC OVERALL
1. Quest, Bob Steel (AUS/NSW), TP52
2. Cougar II, Alan Whiteley (AUS/VIC), TP52
3. Wot Now, Graeme Wood (AUS/NSW), TP52
LEADER DI CATEGORIA
IRC Div 0: Quantum Racing, Ray Roberts (AUS/NSW), Cookson 50
IRC Div 1: Quest, Bob Steel, (AUS/NSW), TP52
IRC Div 2: Ragtime, Chris Welsh (USA), Spencer 65
IRC Div 3: Tow Truck, Anthony Paterson (AUS/NSW), Ker 11.3
IRC Div 4: Winsome, Harry Heijst (NED), S&S 41
PHS Div 1: Telcoinabox Merit, Leo Rodriguez (AUS/QLD), Volvo 60
PHS Div 2: Lloyds Brokers - Too Impetuous, Lindsay Patterson (AUS/QLD), Holland 43
Sydney 38: Morris Finance Cinquante, Ian Murray (AUS/VIC)
Cruising: Pippin, Roger Sayers (AUS/QLD), Farr 37
La 65esima edizione della Rolex Sydney Hobart prenderà il via alle 13.00 AEDT del 26 dicembre 2009.
In attesa delle In-Port Race del 10 Gennaio e della ripartenza alla volta di Quingdao il 18 gli shore team sono al lavoro per la manutenzione e la riparazioni ai 7 Vor 70 impegnati nella Volvo Ocean Race arrivano tre proteste a carico del Team Ericcson, due per Ericsson 3 ed una per Ericsson 4.
La prima protesta è a carico del Team di Anders Lewander mossa da Telefonica Blu per violazione della "Rule 10 of the Racing Rules of Sailing" che non è altro che il classico mure a dritta - mure a sinistra. Pare che in un incrocio notturno nello stretto della Malacca Telefonica blu sia stato costretto ad una strambata per evitare un abbordo per una precedenza non concessa.
La seconda protesta a carico di Ericsson 3 arriva da parte del comitato di regata, l'accusa è quella di non aver rispettato la distanza di sicurezza dalle coste dello Sri Lanka imposta dal regolamento; a sud dell'isola erano identificati due punti uniti da una linea rispetto alla quale tutti i team dovevano rimanere a Sud, dai dati pare che Ericsson 3 non abbia lasciato a Nord il primo dei due segnali.
Entrambe le proteste verranno discusse Giovedì 8 Gennaio a Singapore a partire dalle 10.00 ora locale.
A sorpresa arriva anche una protesta si stazza a carico del Team Ericsson 4 per aver sostituito una sezione della prua dopo le verifiche metriche effettuate prima della partenza (11 Giugno 2008), prima dell'Assembly Period ad Alicante la prua venne rimpiazzata con una nuova in seguito ad un danneggiamento ma senza rifare le misurazioni, il Certificato di stazza dello scafo svedese è ad oggi, in teoria invalidato.
Questa notte sono state effettuate le nuove misurazioni nelle stesse condizioni e con gli stessi strumenti della prima volta in Svezia, ci sono 2 millimetri in più, ma come per il 600 grammi di differenza nel bulbo di Ericsson 3 non è la quantità che conta ma il principio, 2 millimetri fuori dai 21,500 concessi dal regolamento possono essere davvero pesantissimi.
Con l'arrivo di Green Dragon dello skipper Ian Walker e di Kosatka Team Russia, si è conclusa la terza tappa della Volvo Ocean Race, Cochin-Singapore, 1.950 miglia di navigazione, vinta da Telefónica Blue dello skipper olandese Bouwe Bekking, che ha tagliato per prima il traguardo ieri alle 14,51 GMT (22,51 ora locale).
Al secondo posto Puma Racing Team mentre i due scafi dell'Ericsson Racing Team hanno concluso in terza e quarta posizione, giungendo all'arrivo con pochi secondi di differenza tra di loro.
La parte finale della tappa di 1.950 miglia nautiche che ha preso il via 9 giorni fa da Cochin, in India, è stata frustrante per Ericsson 4, vincitrice delle prime due tappe della regata. Grael ed il suo team hanno dato il massimo per passare in prima posizione, lo scorso venerdì, allo scoring gate, e per crearsi un vantaggio di 25 miglia sulla flotta che navigava lungo lo stretto di Malacca.
Ericsson 4 è stato sorpassato sabato notte, quando il vento leggero gli ha impedito di portarsi sottocosta per coprire il gruppo lanciato al suo inseguimento, tra cui Ericsson 3, Telefonica Blu e Puma. Le ultime 24 ore della tappa hanno visto i quattro team di testa separati pochi metri uno dall'altro, ma Ericsson 4 non è riuscito a riprendersi il primo.
Ordine di arrivo tappa 3:
1. Telefónica Blue: 8 points
2. PUMA : 7 points
3. Ericsson 3: 6 points
4. Ericsson 4: 5points
5. Telefónica Black: 4 points
6. Green Dragon: 3 points
7. Kosatka Team Russia: 2 points
Classifica:
1. Ericsson 4: 35 points
2. Telefónica Blue: 30.5 points
3. PUMA : 27.5 points
4. Ericsson 3: 23.5 points
5. Green Dragon: 20.5 points
6. Telefónica Black: 19.5 points
7. Team Russia: 10.5 points
8. Delta Lloyd: 8 points
Il management di Team Russia e Knut Frostad sono al lavoro per trovare i fondi sufficienti per garantire la sopravvivenza del consorzio di Oleg Zherebtsov, messo in standby poche ore dopo la conclusione della terza tappa a causa della mancanza di fondi.
Frostad, CEO della Volvo Ocean Race,era stato informato della situazione sei settimane fa e ha dedicato buona parte del mese di dicembre alla ricerca di uno o più sponsor che volessero legare il proprio marchio al VOR 70 di Zherebtsov. Si stima che per completare la campagna, Team Russia necessiti almeno di un altro milione e mezzo di Euro.
"Abbiamo provato ad aiuatrli, ma non siamo riusciti a reperire i fondi in tempo per la ripartenza da Singapore, così il team si è ritirato dalle due tappe successive. Continueremo a lavorare per riportarli in gara - ha spiegato Knut Frostad - Questo è sintomatico di quanto sta accadendo nel mondo dello sport. La crisi economica ha un impatto notevole su ogni compagnia coinvolta in questa regata ed è inevitabile che i tagli riguardino marketing e sponsorizzazioni. Dovessimo riuscire nell'impresa e reperire i fondi necessari, Kosatka potrebbe tornare in gara già a Rio da Janeiro o, al più tardi, in Irlanda, dove la flotta arriverà verso la fine di maggio".
Ranking after three legs
1 - Ericsson 4 SWE (Torben Grael/BRA) pt. 35
2 - Telefónica Blue ESP (Bouwe Bekking/NED) pt. 30.5
3 - Puma Racing Team USA (Ken Read/USA) pt. 27.5
4 - Ericsson 3 SWE (Anders Lewander/SWE) pt. 23.5
5 - Telefónica Black ESP (Fernando Echávarri/ESP) pt. 19.5
6 - Green Dragon IRL/CHN (Ian Walker/GBR) pt. 17.5
7 - Team Russia RUS (Andreas Hanakamp/AUT) pt. 10.5
8 - Team Delta Lloyd IRL (Roberto Bermudez/ESP) pt. 9.0
December 28. 2008 at 18:13
Tutti quelli ancora in corsa alla Vendée Globe hanno sperimentato molto maltempo negli ultimi giorni, se stiamo parlando di quelli verso la parte posteriore nell'Oceano Indiano o di quelli situati nella parte anteriore del Pacifico.
Sono stati tutti in alcune condizioni estreme, in cui non vi è nulla da fare, ma resta solo cavalcare la tempesta e attendere la calma.
Due barche, BT e Algimouss, abbattute da onde gigantesche con il loro albero in acqua, sono state gravemente danneggiate.
Le prime due crocette sono state messe sotto la pressione.
A bordo di BT, Sebastien Josse ha subito danni strutturali e uno dei suoi timoni non può essere utilizzato. Il francese, poiché è all'inizio di una zona a nord verso mari più tranquilli pensa di effettuare un approfondito check-up e decidere se o non ha un futuro in corsa.
Per quanto riguarda Derek Hatfield lentamente naviga verso la Tasmania, ed è previsto il suo ritiro a breve.
Josse non è più uno dei quattro moschettieri nel fronte guidato da Michel Desjoyeaux (Foncia), seguita da un determinato Roland Jourdain (Veolia Environnement) e un implacabile Jean Le Cam (VM Matériaux). Tra questi tre, il divario non è praticamente cambiato dalla scorsa settimana.
Dietro il trio, praticamente a metà strada tra la Nuova Zelanda e Capo Horn, l'inseparabile coppia di Vincent Riou (PRB) e Armel Le Cléac'h (Brit Air) non hanno perso un miglio sul leader.
Il loro obiettivo è chiaramente quello di rimanere attaccati fino a Capo Horn (che dovrebbero raggiungere verso il 4a gennaio) e se possibile, ancora navigare con la loro barca a pieno potenziale, al fine di dare battaglia durante la salita nell'Atlantico.
In tal caso non sarà più uno 1-2-3, ma una lotta a cinque tra i marinai della "Valle dei Folli" o Crazy Valley, come i francesi si riferiscono a Port la Foret e la zona circostante.
Due donne nella top ten
Jean-Pierre Dick (Virbac-Paprec 2), che nella prima metà del Vendée Globe ha perso un sacco di tempo a causa del suo danno al timone di dritta è riuscito a farlo lavorare e ciò gli ha permesso di rimanere al settimo posto e di mantenere la distanza (circa 1100 miglia) dietro Desjoyeaux, nonostante la calma (l'unico ad avere questo problema.
Samantha Davies, una vera delizia di questa corsa con il suo eterno ottimismo e il suo ritmo, è lassù con i migliori, nonostante l'età della sua barca (otto anni).
Roxy è chiaramente un bello scafo, in quanto essa non è altro che l'ex PRB, due volte vincitore del Vendée Globe, e si è spostato più vicino a Jean-Pierre Dick.
Marc Guillemot (Safran), per il nono posto, ha effettuato un pit-stop ieri a Sandy Bay nelle isole Auckland a sud della Nuova Zelanda.
Egli ha preso nuovamente il largo dodici ore dopo aver riparato il bordo d'entrata del suo albero per potere navigare a pieno randa di nuovo. Non sarebbe sorprendente vedere Marc mettere il piede in giù di nuovo e recuperare quanto ha perso.
11a nella classifica di questa mattina, Dee Caffari sostituita al decimo posto dal suo connazionale, Brian Thompson (Pindaro Team Bahrain), che sta spendendo la maggior parte del suo tempo libero per riparare la sua barca.
Arnaud Boissières (Akena Verandas) spera di guadagnarsi un posto nella Top Ten.
Il seguito a vela
Potrebbe essere sorprendente vedere che la distanza dall'arrivo oggi aumenta. Il motivo è semplicemente a causa delle modifiche apportate al Gates Ice per tutelare i concorrenti da incontri con ghiaccio alla deriva.
Se si veleggia più da vicino al Polo Sud, si riduce la distanza di Capo Horn, in quanto, non dimentichiamo, la Terra è rotonda. Al contrario, più a nord è il percorso e maggiore asrà la distanza da coprire a vela.
Così il percorso teorico è stato ricalcolato per includere le due porte modificate nel Pacifico. Questo rappresenta un allungamento di ulteriori 450 miglia.
21 dic. 2008, 20:15
Domenica scorsa, il riepilogo della settimana parlava di alcuni ritiri. Questa settimana, ancora una volta, la gara ha avuto la sua giusta quota di incidenti ...
La prima è stata la tragica storia di Bernard Stamm la cui barca si è arenata sugli scogli nel golfo del Morbihan ed il velista svizzero ha cercato rifugio in Kerguelen per tentare di effettuare le riparazioni.
Jean-Pierre Dick, che veleggiava lontano nella parte anteriore della flotta è stato colpito da un UFO e denuncia danni al timone
In una collisione a più di venti nodi, il timone di dritta si è rotto.
Per rafforzare il meccanismo del timone di dritta, ha dovuto trovare un modo per esporsi dalla poppa e poi collegare il timone.
Ieri, Sabato 20 dicembre, Paprec-Virbac 2 ha ripreso le sue funzionalità, ma Dick stava cercando di evitare di mettere troppo sforzo sul timone.
Golding prende la testa e la sua barca disalbera.
Lunedi 'notte (in Europa), Mike Golding ha rapidamente superato Dick, che era stato colpito da un handicap per il danneggiamento del suo timone, e aveva conquistato la guida quando ha disalberato.
Mike Golding ha riferito: "La maggior parte del tempo ero in una zona tranquilla, sotto staysail e doppia mano di terzaroli.
Per due e mezzo o tre ore ho avuto condizioni abbastanza stabili poi ad un tratto ho avuto una botta di 50 nodi: è stato come su una burrasca mi fosse passata attraverso . Vi è stato un botto e l'albero si è rotto in un due pezzi.
Yann Eliès si rompe la gamba
Giovedi 'mattina, (18 dicembre), Race HQ sono stati informati che Yann Eliès aveva gravemente ferito la sua gamba destra. Era stato ad effettuare manovre a prua e la sua barca, cadendo in un cavo d'onda ha subito un improvviso arresto. Nel violento movimento, Yann è stato lanciato contro il pulpito e sentiva un forte dolore nella sua gamba.
Ha raggiunto con fatica la sua cabina ed ha contattato il Dr Jean-Yves Chauve, che ha diagnosticato una probabile fratturate al femore (questo è stato successivamente confermato in aggiunta ad alcune costole incrinate). Il marinaio non si poteva più muovere, ma è riuscito a governare (era sotto staysail e randa ridotta) utilizzando il pilota automatico, e hanno chiesto la sua evacuazione. Quella sera la fregata HMAS Arunta, capace di velocità fino a 30 nodi, è partita da Perth per il salvataggio.
Race HQ ha chiesto a Marc Guillemot (Safran), che navigava 100 migli a sud di Yann Eliès, di cambiare rotta verso la barca Generali di Eliès.
Samantha Davies anche se era molto più lontano a ovest si è diretta verso . Eliès e nel frattempo la presenza in zona di Marc Guillemot ha alleviato la sofferenza di Yann Eliès soprattutto da una prospettiva psicologica.
Yann è riuscito a prendere un po 'di cibo e antidolorifici, in attesa del servizio australiano di salvataggio. L'arrivo della fregata ha avuto luogo molto prima di quanto inizialmente previsto e Yann Eliès è stato tirato fuori su una barella.
Due uomini del team Generali raggiungeranno a motore la barca abbandonata nei prossimi giorni per portarla in porto.
Il leader a metà tappa questa sera.
Dopo i danni di questa settimana e il salvataggio di Yann Eliès, la classifica è stata modificata notevolmente dalla scorsa Domenica.
Al 42o giorno della corsa, Michel Desjoyeaux, veleggia questa mattina a 52 ° 19'S e 160 ° 50'E, a S / SW della Nuova Zelanda, è ancora primo a 11.925 miglia dal traguardo. Ha coperto 2.614 miglia in questa settimana ad una velocità media di 15,5 nodi, il miglior risultato settimanale dopo l'inizio della corsa.
Questa sera, il comandante di Foncia ha raggiunto la metà gara, e quindi da ora in poi sarà sempre più vicino a Les Sables d'Olonne. Michel, il primo a entrare nel Pacifico, è leader di un piccolo gruppo tra cui Roland Jourdain (Veolia Environnement), Sebastien Josse (BT) con Jean Le Cam (VM Matériaux), al quarto posto, a soli 186 miglia dal leader.
In altre parole, i quattro concorrenti si tengono d'occhio a vicenda.
Più indietro, dopo aver aiutato il comandante di Generali, Marc Guillemot (a cui la giuria ha concesso un bonus di tempo per il giorno trascorso a fianco di Yann) vi è Samantha Davies.
Molto più indietro, si avvicina alle isole Kerguelen, Raphael Dinelli e Norbert Sedlacek, fanalino di coda. Domenica 21 dicembre dodici barche sono ritirate dal Vendee Globe e diciotto sono ancora in regata.
Torben Grael 4 ed Ericsson hanno visto la loro speranza in polvere nelle ultime 24 ore, ma la giuria non si comporta come se si è sotto le ruote di un carro armato o sui tavoli di gioco delle roulette di Las Vegas. Nessuno ama lasciare Las Vegas quando si è su una serie vincente.
Alle ore 10.00 ZULU, Telefonica Blu era in una serie vincente, navigando fino alle spiagge della Malaysia finalmente per prendere la testa per tutto il Golfo del Bengala.
Ericsson 3 è difficile che li sorpassi, con PUMA al terzo posto, mentre Ericsson 4 lotta disperatamente per contenere le perdite.
Durante la notte, la flotta era divisa in tre gruppi: il gruppo del nord, più vicino alla costa malese, costituito PUMA, Blu e Telefonica Ericsson 3; al loro sud in mezzo allo Stretto, vi era il leader, Ericsson 4, inseguiti entrambi da Telefonica Black e un po 'più indietro Team Russia, mentre Green Dragon erano in solitario più a sud, più vicino alla riva indonesiana.
Ericsson 4 è stato il primo ad essere di fronte ad una decisione critica, in quanto poco prima dell'alba, la loro brezza da nord-est ha cominciato a virare e dissolversi (ruotando in senso orario) a sud-est. Allora ... virare e andare verso la costa, o restare con ciò che era stato finora il vento affidabile nel mezzo dello Stretto?
A questo punto guidare la flotta è stato un netto svantaggio, in quanto hanno dovuto prendere la loro decisione in isolamento, mentre quelli provenienti da dietro hanno potuto scegliere se seguire o no. E Torben Grael e il suo navigatore, Jules Salter, che non hanno fatto una mossa sbagliata finora, hanno accettato quello che sembrava essere solo un invito.
Hanno scelto di rimanere sullo stesso lato senza virare per tre o quattro ore, prima di Virare e finalmente andare verso la costa malese un paio di ore dopo l'alba. E così, la palla ha cominciato a rotolare come la ruota della roulette, e si può solo trattenere il respiro e attendere per la sua discesa sul rosso o sul nero.
La scelta ha alla fine favorto Telefonica Blue che è adesso al comando.